Esalazioni maleodoranti
Cittadini ascoltati dai vigili (La Nazione, Viareggio, 29 aprile 2010)
Continua ancora a far discutere la questione relativa alle esalazioni maleodoranti che spesso investono la città. SCARICA L'ARTICOLO
I cittadini contro le maleodoranze nella zona di San Bartolo a Cintoia (NOVE da Firenze, Venerdì 8 agosto 2008)
Collaborazione tra commissione, fabbrica Silo e cittadini contro le maleodoranze nella zona di San Bartolo a Cintola SCARICA L'ARTICOLO
Odore ed Inquinamento dell'Aria (Il Chimico Italiano n°5-6/2006)
Approccio integrato nel monitoraggio delle maleodoranze e conciliazione ambientale nella soluzione dei contenziosi SCARICA L'ARTICOLO
Maleodoranze alla ITALCOL (Il Tirreno 20/01/2006)
Stavolta è colpa del cattivo funzionamento delle macchine. SCARICA L'ARTICOLO
Residenti ammorbati dai miasmi del Pollino (La Nazione Viareggio 25/07/2006) SCARICA L'ARTICOLO
Depuratore sotto tiro, guasti e cattivi odori (La Nazione Viareggio 18/07/2006) SCARICA L'ARTICOLO
Allarme Maleodoranza (La Nazione 02/08/2002) Allarme a La Vettola per un misterioso episodio di maleodoranza che si è verificato la scorsa notte e che sembra essere stata la causa di un malore per una signora che abita nella zona. Numerose le proteste degli abitanti nei confronti di un fenomeno che è aumentato negli ultimi tempi e che diventa insopportabile soprattutto nelle ore notturne. La circoscrizione 2 è intervenuta con una lettera all'ARPAT e all'USL. Ieri mattina i tecnici Arpat hanno effettuato alcuni sopralluoghi con campionamenti i cui risultati saranno resi noti la prossima settimana. Il problema delle maleodoranze potrebbe essere dovuto all'uso di fanghi in agricoltura, oppure al tipo di smaltimento di solventi di un nuovo laboratorio farmaceutico nato in quell'area.
Sulle maleodoranze
(Comune di Pontedera 10/03/2005)
Il Comune di Pontedera ha disposto già da ieri immediate verifiche sulla natura e le caratteristiche delle maleodoranze che durante la mattinata avevano interessato alcune zone della città.
Tecnici dell’Arpat di Pisa hanno effettuato subito dopo, dei sopralluoghi sia al depuratore di Via Hangar che a Gello, in discarica e al depuratore della zona industriale, ed hanno verificato che le maleodoranze non sembrano provenire da questi siti.
Ciò verrebbe confermato dal fatto che il fenomeno era stato registrato anche in località a monte di questi impianti, rispetto alla direzione del vento.
In ragione di queste considerazioni, e viste le caratteristiche, gli orari e le condizioni del vento, proveniente da est-nord-est, il fenomeno di maleodoranza registrato potrebbe essere collegato all’utilizzo del compost per la concimazione dei campi nella zona del samminiatese.
L’Amministrazione Comunale sta comunque seguendo l’evolversi della vicenda e sta attendendo i risultati delle analisi tecniche. In base a queste evidenze sarà possibile stabilire con maggior precisione le cause per intervenire eliminandole.
Un fosso a cielo aperto di acqua maleodorante
Un esposto della Margherita al Comune
(La Nazione 17/08/2006)
PORTOFERRAIO — «In località Fabbrello-Schiopparello un fosso di acqua lurida e melmosa corre per centinaia di metri a cielo aperto verso il mare, generando un flusso di aria mefitica, irrespirabile, maleodorante ed attirando nugoli di zanzare. Il terreno circostante appare malsano e non è da escludere un rischio di inquinamento di eventuali falde acquifere». A denunciare la pesante situazione di degrado ambientale è il coordinamento portoferraiese della Mergherita che al proposito ha inviato un dettagliato esposto al sindaco Giovanni Ageno. Secondo la Margherita «la situazione è divenuta col tempo insostenibile e pericolosa per la salute di coloro che abitano nelle vicinanze del fosso. Di conseguenza richiede al primo cittadino «un immediato intervento di verifica delle caratteristiche delle acque, della loro provenienza e soprattutto di risanamento ambientale a tutela della salute di coloro che vi abitano» e lo «ringrazia fin da ora se vorrà prendere in seria considerazione l'esposto, facendo effettuare un sopralluogo ed assumendo tutti i provvedimenti del caso».
Arriva il naso elettronico
Installato nella casa di una famiglia, l’apparecchio rivelerà gli odori molesti provenienti dalla stazione di compostaggio STRAMBINO(La Sentinella del Canavese, 15/06/2006)
L’Amiat, la società torinese subentrata nello scorso aprile alla Panelli nella gestione dell’impianto di compostaggio di Carrone, prosegue nella strategia della trasparenza e della tempestiva informazione sulle attività dell’impianto. Il responsabile della struttura Marco Zanetti ha infatti confermato l’inizio della campagna di monitoraggio degli odori nell’abitato di Carrone.
Monitoraggio compiuto con una attrezzatura computerizzata, un ‘naso elettronico’ sistemato nell’abitazione di una famiglia residente nella piccola frazione strambinese che in passato aveva protestatato per la presenza e l’insopportabilità di forti e cattivi odori.
Il sistema rileverà e registrerà ininterrottamente per dieci giorni (24 ore ore su 24) i valori degli odori percepiti nell’aria che, come anticipato, entro fine giugno dovrebbero essere elaborati, quindi consegnati all’amministrazione comunale e resi noti a tutta la popolazione.
Ma, tra le notizie diffuse dall’Amiat c’è anche quella della distribuzione della prima partita di circa 440 tonnellate di compost, che dalle analisi era risultato idoneo, ad aziende dell’intera area eporediese.
Nel frattempo, terminate le analisi del lotto successivo, quello di circa 600 tonnellate prodotto da dicembre allo scorso febbraio, è prevista la distribuzione del nuovo compost agli interessati, che potranno ritirarlo gratuitamente, come il precedente, dalle 9 alle 12 dal lunedì al sabato, presso l’impianto di Carrone.
Prosegue, intanto, il previsto piano di interventi di manutenzione ordinaria dell’impianto per garantire - come sottolinea l’Amiat - un buon trattamento dell’organico della raccolta differenziata. Una raccolta che tende progressivamente a aumentare con l’avvio del sistema di differenziazione in altri comuni del Canavese.
Un incremento che contribuisce al lento ma progressivo aumento del conferimento di rifiuti organici alla struttura di Carrone, la cui saturazione della capacità produttiva, non ancora al massimo, rappresenta uno degli obiettivi iniziali di gestione dichiarati dall’Amiat all’avvio della sua gestione dell’impianto di compostaggio di frazione Carrone.
Per inserire un articolo o un comunicato stampa invialo a: